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Che c'entra con la politica che uno a un certo punto della sua vita gli viene lo sghiribizzo di andare a trans? Deve essere valutato per l'intimo o per il pubblico? Questa visione politica confessional-virginale per cui si deve essere immacolati dentro e fuori. Ma chi ti elegge, lo fa per il fuori, non per il dentro. Dice sì, ma lui si faceva ricattare. Ma lo hanno filmato, tiene famiglia, e comunque fa un lavoro altamente stressante. Se rinunciando ai trans avesse peggiorato le sue prestazioni professionali, con aggravio per il contribuente? O forse pesa su tutto - oltre che l'ipocrisia della immagine in politica, il passato non troppo lontano di giustiziere televisivo senza macchia, per cui ora che la macchia ce l'hai tu ben ti sta? Era meglio allora vivere, che fare politica? Chissà...
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